Chi sei?
 
Sono Emanuele Torre, videografo classe ’88.
Vivo e lavoro da qualche anno a Santa Lucia del Mela, con la mia compagna Michela e Alice, la piccola di casa.
Da quanto tempo fai questo lavoro? Racconta le tue origini da videomaker.

Tutto nasce molto spontaneamente intorno al 2010, quando grazie ad un concorso, mio padre riuscì a portare a casa una piccola videocamera palmare miniDV. Da lì i primi home video, la passione che cresce e che mi porta a unire gli studi al lavoro in uno studio fotografico in provincia. La gavetta con i più disparati generi mi aiuta a familiarizzare con i vari linguaggi, farli miei per creare un mio stile, una ricerca che continua fino ad oggi. Dal 2011 inizio a produrre i primi documentari e lavori commerciali, per poi iniziare la produzione di music video nel 2012. 
Da quel momento non mi sono più fermato, oltre alla produzione video come lavoro, ho realizzato anche video-art, installazioni video, aftermovie e regia video per eventi. 
Ultimo, ma non meno importante, è il reportage di matrimonio che affronto con un linguaggio mio, senza seguire canoni e stilemi dettati dalle mode, ma ponendo l’attenzione sul racconto e sul valore del ricordo.
Come ti approcci al tuo lavoro?
Il mio approccio alla produzione audiovisiva differisce in base al genere di prodotto richiesto. La forma che prediligo è senz’altro quella del documentario poetico senza alcun intervento registico o inserimento di fiction. I miei reportage infatti, cercano di escludere quanto più possibile il “filtro del regista” dalla produzione, demandando alle sole immagini che raccontano la storia, il potere di veicolare il messaggio. Nel cortometraggio, nel commercial adv e nel music video invece, mi sento sempre libero di sperimentare e sfruttare diversi linguaggi.
Emanuele Torre
Corpus Christi - Il cammino della fede [Documentario]
Che influenza ha il territorio sul tuo lavoro?

Amo il costante contrasto natura-urbano. Il Sud-Italia pullula di questi esempi, quando posso parto sempre alla scoperta di nuove location, sono molto appassionato dei luoghi abbandonati e/o di quelli incompiuti. Mi piace installare i soggetti dei miei lavori in scenari che siano quasi avulsi dalla realtà, senza ricorrere a particolari artifici tecnici o effetti speciali.
Emanuele Torre
VeiveCura - Too Late [Videoclip]
Qual è il lavoro di cui sei più orgoglioso?
 
Ho avuto forti sensazioni quando ho chiuso due progetti di music video: il primo per VeiveCura – “Too Late” perchè è stato un soggetto interamente scritto e voluto da me su un genere musicale che personalmente amo, il secondo, per Carlo Valente – “Tra l’altro” perchè dedicato a Federico Aldrovandi e vincitore del Premio Voci per la Libertà di Amnesty International, nonchè Targa Tenco 2018. Lavori su cui ho avuto totale libertà e che pertanto rispecchiano al meglio la mia poetica.
Un altro lavoro di cui vado molto fiero, per cui ho curato la cinematografia e sto curando il montaggio è un documentario sul particolare canto della “Visilla”, che dei gruppi di cantori di Barcellona Pozzo di Gotto intonano durante la Settimana Santa. Con il co-regista Graziano Molino abbiamo raccontato senza filtri la realtà di questi cantori, restando per due anni a stretto contatto con loro, cogliendo gli aspetti più intimi delle loro vite e del costante rapporto sacro-profano. 
Da citare anche la fortunata collaborazione con l’amico e regista Salvo Presti per il quale sto curando la cinematografia e il montaggio di un docu-fiction sperimentale su alcuni aspetti della vita del carcere e sul valore della memoria.
Come valuti la situazione in Sicilia riguardo al settore del videomaking?
 
La Sicilia è sempre stata una fucina di artisti, cosi è anche per il videomaking. Quello che ho notato in questi dieci anni è che c’è tanta gente che ha bisogno di dire e di fare e molto spesso è frenata da scarse possibilità, dalla poca organizzazione, dal supporto di istituzioni nullo, pertanto non sono moltissime le isole felici dove poter dire che si lavora bene e si è soddisfatti, se non nel privato. Tuttavia il settore è in fortissima espansione, credo quindi che l’importante sia avere le idee giuste e proporsi.
Emanuele Torre
Roberta De Gaetano - Lontano [Videoclip]
In futuro, pensi che le persone avranno sempre bisogno di professionisti del video? E perché?
 
Penso che ci troviamo in un momento di fortissima disponibilità di tecnologie che facilitano la creazione di contenuti multimediali. Il video così come la fotografia sono letteralmente alla portata di tutti, è già operativa per alcuni dispositivi l’intelligenza artificiale quasi in grado di sostituire l’uomo nel 90% delle operazioni che riguardano la fase di scatto, facendoci credere che basta premere il pulsante per fare una foto. Penso che nel futuro i professionisti del video si distingueranno non soltanto per i loro studi e quindi per la tecnica con cui si approcciano alla produzione, ma anche e soprattutto per le idee e per la creatività, perché saprà sicuramente “comunicare” con le immagini.
Contatti e Link:
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